Lamole di Lamole Chianti Classico Etichetta Blu Raccolto 2011, e qualche parola sulla degustazione al MozArt

bottiglie pronte per la degustazione lamole di lamole

Non è facile tornare con la memoria ad una degustazione fatta un mese fa all’Enoteca MozArt in Arienzo (CE), ma ci proverò, anche grazie ai pochi appunti presi, non molto agevolmente a dir la verità, mentre mi dilettavo come “fotografo ufficiale“. Più interessante sarà andare ad approfondire la bottiglia che ho preso fra quelle assaggiate, tenendo conto ovviamente del fattore qualità in rapporto al mio portafoglio. Mi riprometto comunque di ritornare con un approccio più “meditativo” sulla bottiglia migliore della serata, così come farò in futuro un po’ per tutte quelle che mi sono più piaciute.

Tutti i quattro vini dell’azienda erano presenti alla degustazione accompagnati, nel finale, dal Vinsanto. Chianti Classico DOCG (Etichetta Bianca) 2011, Chianti Classico Etichetta Blu DOCG 2011, Chianti Classico Riserva DOCG 2010, Chianti Classico Gran Selezione Vigneto di Campolungo DOCG 2010.

Chianti Classico DOCG (Etichetta Bianca) 2011

chianti classico lamole di lamole etichetta bianca 2011

La serata è iniziata piacevolmente con l’Etichetta Bianca, il vino “base” dell’azienda, prodotto con Sangiovese (90%), Canaiolo (5%) e Malvasia Nera (5%). Un vino dal colore rosso rubino limpido, odori di frutti rossi non perfettamente maturi, leggeri sentori di bosco. Al gusto si nota subito la freschezza e la piacevolezza, profondo anche se non particolarmente complesso e strutturato. Il prezzo di questa bottiglia si aggira fra i 10 ed i 15 euro il voto che gli darei (su una scala da 1 a 100) è 77.
Il mio voto su Vivino: 3 stelle.

Per quanto riguarda gli abbinamenti con pietanze vegane ci vedrei bene come antipasto una guacamole con non troppo aceto/limone od anche un paté di olive o melenzane, chissà perché stavo pensado ad una melitzanosalata tipica della cucina greca o all’hummus. Regge bene un pasto non troppo complesso, quindi anche con primi o secondi di legumi non particolarmente speziati potrebbe andar bene.

Chianti Classico DOCG Etichetta Blu 2011

lamole-lamole-etichetta-blu Questa è la bottiglia che ho preso e quindi bevuto, oltre che in degustazione, a casa con calma. L’Etichetta Blu è forse il più “internazionale” dei vini di Lamole di Lamole, è infatti composto oltre che di Sangiovese (per l’80%) anche di Cabernet Sauvignon (10%) e Merlot (10%), caratteristica che almeno inizialmente non mi ha molto convinto, sono infatti più attratto dai vitigni autoctoni poco conosciuti e sviluppati.

Rispetto all’Etichetta Bianca qui abbiamo un po’ di legno che probabilmente dona a questo vino più morbidezza e rotondità. Il colore inizia ad essere meno trasparente anche se non perde la luminosità. I profumi evolvono, sempre frutti rossi ma più maturi, il bosco più pungente… autunnale. Al palato predomina la morbidezza soprattutto bevuto dopo al “fratello minore”, si sente infatti in bocca maggior corpo, fosse stato un po’ più complesso staremo parlando di un altro vino.

Il rapporto qualità/prezzo qui si fa più interessante perché non è molto più costoso dell’Etichetta Bianca, anzi spesso si trova allo stesso prezzo. Siamo infatti intorno ai 15€ a bottiglia. Parliamo adesso del voto, non siamo ancora ad 80 ma ci avviciniamo molto, direi non meno di 81.
Il mio voto su Vivino: 3,5 stelle.

Gli abbinamenti con la cucina vegana non si discostano molto da quanto detto prima, aggiungerei verdure grigliate e primi piatti di pasta con pomodoro o carciofi o una zuppa di cereali integrali con fagioli o lenticchie. Regge già meglio le spezie.

Chianti Classico Riserva DOCG 2010

lamole di lamole chianti classico riserva Più complesso e strutturato, il Chianti Classico Riserva è prodotto solo con uve autoctone toscane infatti la composizione è Sangiovese (95%) e Canaiolo (5%), si sente il legno e la speziatura che, assenti nell’Etichetta Bianca, erano appena percettibili nell’Etichetta Blu. Siamo di fronte ad una riserva quindi quanto già detto prima è amplificato. L’affinamento in botti di rovere lo rende più complesso e profondo. Ai profumi di frutti si aggiungono quelli di spezie e legno. Anche in bocca è molto più ricco ed allo stesso tempo elegante. Come prezzo siamo intorno ai 20€ o forse poco più. Senza girarci troppo intorno con le parole il mio voto per questo vino è 87.
Il mio voto su Vivino: 3,5 stelle.

Proviamo ad azzardare infine qualche abbinamento vegano, mi verrebbe da suggerire pasta fresca integrale con sugo di funghi, patate al forno speziate e legumi.

Chianti Classico Gran Selezione Vigneto di Campolungo DOCG 2010

Lamole di Lamole Vigneto di Campolungo 2010 Quando alla fine si arriva al “top di gamma” durante una degustazione, a mio modestissimo parere, si ha forse un po’ già il gusto disturbato e la mente annebbiata e quindi si perdono le sfumature più sottili dei vini migliori, quelli che dovrebbero farci rendere conto del lavoro e della dedizione dell’azienda nella produzione degli stessi. Ovviamente non è neache possibile assaggiare prima il migliore.

Per questo motivo mi sono ripromesso di andare a provare nuovamente quelli che per me sono i migliori vini ho assaggiato in un contesto più tranquillo e disteso, e questo Chianti Classico Gran Selezione Vigneto di Campolungo è uno di quelli.

Le poche parole che ho da dire sono sicuramente restrittive per quello che è il prodotto in sé. Ma proviamoci lo stesso. È prodotto con vitigni Sangiovese (85%) e Cabernet Sauvignon (15%). Al naso dispiega subito sentori di spezie, legno, tabacco e vaniglia, i frutti rossi sono estremamente maturi. In bocca è potente, complesso e strutturato ma tutti gli elementi sono ben bilanciati fra loro conferendogli una notevole eleganza. Non lo definirei ancora una “sinfonia” ma forse solo perché, al momento dell’assaggio, avevo il palato un po’ alterato. Il rapporto qualità/prezzo è eccellente si trova infatti intorno ai 25€. Per quanto riguarda il voto questa volta non mi esprimerò con precisione, diciamo che siamo al top, intorno ai 90, se sopra o poco sotto ancora non saprei, devo riprovarlo.
Il mio voto su Vivino: 4 stelle.

Con un vino così dobbiamo attingere a piene mani da quello che la natura ha da offrirci, primi con porcini e/o tartufi, pesto di noci o pistacchio, secondi saporiti e speziati di patate, zucca e/o crucifere, burger di verdure e legumi.

Ma questa Gran Selezione può essere bevuta semplicemente così, per concedersi un bicchiere di vino e apprezzarlo senza mangiarci per forza qualcosa su.

Conclusioni

Chiudo qui la mia prima esperienza come “recensore” di vino, spero di non aver detto troppe castronerie enologicamente parlando e che vi sia piaciuta, sicuramente migliorerò strada facendo, certo è che parlare di smartphone è una cosa, col vino (e più in generale col cibo) è un’altra, soprattutto perché è tutto più soggettivo.

Per quanto riguarda l’aggiunta di additivi di origine animale (ovoalbumina, caseina) posso assicurarvi che questa azienda NON ne fa uso, quindi potete bere tranquillamente questi vini vegan.

Nota sui Voti

Chi è nel campo del vino potrebbe pensare che questi siano voti bassi, infatti, in questo mondo, l’estenzione della scala, col tempo, è andata restringendosi così che un vino poco al di sotto dei 70 è considerato “difettoso”, vicino agli 80 addirittura “appena sufficiente”. Su Cicciobacco non è così.

Sito Ufficiale: lamole.it

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